martedì 1 giugno 2021

I 700 anni dalla morte di Dante alla pizzeria ristorantino Pizzamore di Carità di Villorba - Le Vie della Letteratura e della Poesia e un menù ispirato al Sommo Poeta

  Il quinto incontro di informazione promosso dalla rete Borghi d'Europa per presentare i Percorsi Internazionali, si è svolto a Carità di Villorba, presso il ristorantino pizzeria Pizzamore.

Il tema è il Percorso Le Vie della Letteratura e della Poesia, che quest'anno è dedicato soprattutto ai 700 anni di Dante.





Borghi d'Europa ha organizzato la presentazione de Il Cammino di Dante a Russi, in Romagna.Il Cammino di Dante è il primo viaggio organizzato attraverso i sentieri e le vie medievali che univano la Romagna e la Toscana percorse dal Sommo Poeta ai tempi del suo esilio, periodo in cui scrisse la Commedia. Il percorso vuole riscoprire le antiche vie che collegano le due città di nascita e di morte del Poeta e valorizzare la figura di Dante accompagnando il viandante in un percorso non solo culturale e naturalistico ma anche letterario.


Treviso accoglie nella chiesa di San Francesco le spoglie del figlio di Dante, Pietro.





La produzione letteraria di Pietro Alighieri, oltre al canzoniere di rime e canzoni da lui composte, ruota principalmente intorno all'attività esegetica della produzione letteraria paterna.

Vicino a Treviso vi è a Carità di Villorba la Pizzeria PizzAmore, che propone nel suo menù pizze ispirate alla letteratura, al cinema. Una 'Dante Alighieri', 'Paolo e Francesca' e 'Dante e Beatrice'.




Un altro dei percorsi che vengono sviluppati da Borghi d'Europa riguarda Treviso e le ‘Rotte del Cagnan’.

Partendo dal centro storico di Treviso è possibile percorrere, in diverse direzioni, delle 'rotte' che portano a toccare i centri della Marca, ricchi di storia arte e cultura.

Borghi d’Europa ha voluto ricostruire le 'rotte', proponendo dei percorsi del gusto inediti.

Il Cenacolo 'Quelli del Cagnan' organizza quindi la riscoperta di borghi e contrade, iniziando

da Contrada Sant’Agostino.

Dino Buzzati definì la città di Treviso “la Piccola Atene” perché nel periodo storico compreso

tra le due Guerre, Treviso accolse numerosi poeti e artisti: facendo riferimento a questa

espressione, i giornalisti e comunicatori dell’Associazione Internazionale Borghi Europei

del Gusto e dell’Altratavola proporranno alcuni momenti di incontro e di informazione su questo tema.L’iniziativa fa parte del progetto “Percorsi d’Europa”, che si ispira ai principi dell'

interculturalismo del Consiglio d'Europa e che riguarda l’Azione Le Contrade del Gusto,

dove viene data voce ai Borghi meno conosciuti: in questo caso si tratta di valorizzare

il patrimonio culturale di Treviso, attraverso le storie dei protagonisti della scapigliatura

intellettuale del XX secolo; si tratta di un omaggio alla nostra identità più vera e autentica.

La prima tappa di questi stages sarà dedicata a QUELLI DEL CAGNAN (dal nome del

fiume di risorgiva che passa per il centro del capoluogo della Marca e che sfocia nel Sile),

ovvero la storia del 'roseo foglio' fondato da Remigio Forcolin, che fu ripreso da Franco

Batacchi jr., Mirco Trevisanello, Giorgio Dalla Barba e Neno Abiti e le iniziative irriverenti

degli intellettuali irregolari, e ancora Il Cagnan tra le due Guerre e la ripresa nel 1980 .

QUELLI DEL CAGNAN è stata un’esperienza densa di chiaroscuri e momenti esaltanti,

che nessuno ha mai raccontato, forse perché, come sempre, le voci 'altre' debbono arrangiarsi

e non hanno diritto di cittadinanza nella cultura ufficiale .




Le Rotte del Cagnan incrociano dunque le storie de le Vie della Letteratura e della Poesia.



Giulia e Pasquale hanno poi presentato ai giornalisti e comunicatori intervenuti il loro menù :

il tagliere di salumi 'Dante Alighieri' ( prosciutto di 24 mesi di Parma selezionato da DAC

di Padova, alla burrata campana del caseificio Lombardi ).

DAC fu fondata negli anni ’70 da Giuseppe Scuola e da allora è cresciuta costantemente fino a diventare il player di riferimento nazionale nel settore della distribuzione alimentare per la ristorazione. Dal quartier generale di Flero, in provincia di Brescia – e grazie a filiali, società controllate e ben 26 piattaforme logistiche – DAC si è radicata sul territorio italiano in modo da poter raggiungere qualunque zona della penisola.

I viaggi di Nino Lombardi al giovedì in Friuli,per portare le mozzarelle di bufala della provincia

di Caserta sono diventati leggendari. Nasce così Lombardi distribuzione : oltre ai latticini, amplia l’assortimento con prodotti tipici campani come friarielli, ingredienti utilizzati dai propri clienti come salsiccia fresca a punta di coltello, carne di bufala, polipo precotto della sardegna, alghe certificate e burrata.


Giulia e Pasquale hanno poi proposto una pizza gourmet ispirata alle opere di Dante Alighieri.

“ Per davvero geniale : il bordo alto, come si conviene alla tradizione campana ; un impasto

azzeccato ; dei commenti di prima qualità, con la crema di tartufo che non copre gli altri sapori e profumi ( prosciutto e burrata).”


Antonella Pianca, scrittrice e degustatrice AIS, ha commentato di par suo i vini scelti per l'accompagnamento : gli autoctoni Boschera e Rosato dell'azienda agricola Bio di Alessandro Winkler( Cappella Maggiore – Fregona).

Le tecniche di vinificazione seguono le metodiche tradizionali e naturali, senza l'impiego di procedure chimiche o fisiche che possano alterare la salubrità e l'integrità nutrizionale delle uve.

L'Azienda Agricola Winkler Alessandro è impegnata nel recupero e nella valorizzazione dei vitigni autoctoni dei Colli Trevigiani, per la preservazione della biodiversità e della tradizione viticola secolare dell'Alta Marca.



Ma Pizzamore è anche un delizioso ristorantino ove si propongono dei primi piatti sfiziosi.

I tonnarelli allo scoglio sono stati una tentazione superlativa.




“Gli spaghetti alla chitarra sono un primo della tradizione abruzzese.

Sono però col tempo arrivati in altre regioni e specialmente nelle regioni del sud Adriatico.

Il loro nome deriva appunto dallo strumento che si utilizza per crearli: la chitarra.

La chitarra o maccarunàre, trae il nome proprio per la conformazione dello strumento stesso, ovvero per la presenza di corde metalliche distanti circa 2-3 mm con la quali si “taglia” la pasta grazie alla pressione del mattarello, ottenendo di fatto dei fili allungati con una sezione quadrata.

Al contrario dello spaghetto classico rotondo, lo spaghetto ottenuto con la chitarra ha una rugosità maggiore, oltre che una sezione quadrata, e raccoglie maggiormente condimenti complessi, quali ragù di carne o di pesce oltre a salse dal sapore deciso.

La cottura dello spaghetto alla chitarra deve essere assolutamente al dente.

La pasta si ottiene utilizzando semola di grano duro, uova e un pizzico di sale.

La lavorazione della pasta avviene prima a mano per creare una consistenza elastica.

La si fa poi riposare al fresco, per un certo periodo, e la si tira al mattarello mantenendo uno spessore di 2-3 mm.Tirata la pasta si creano delle strisce di pasta dette “pettele” che posizionate sulla chitarra si trasformano in spaghetti grazie alla pressione del mattarello.


In Abruzzo, luogo di origine, gli spaghetti alla chitarra vengono chiamato tonnarelli, mentre in Molise vengono chiamati cirioli. In Puglia invece prendono il nome di troccoli, dal termine vernacolare di Foggia “trucchj’l”. “ ( https://www.lapastadibologna.com/ristorazione/spaghetti-alla-chitarra-storia-e-tradizione/?cn-reloaded=1).



martedì 18 maggio 2021

La Macelleria Deganello a Malo nella rete di Borghi d'Europa

 LA MACELLERIA DA RENATO DI DEGANELLO RENATO E DENIS PROPONE CARNI DI PRIMA QUALITA' DAL 1985 , a Malo e Schio .




“Facciamo il mestiere di macellai cercando di migliorarci nella nostra arte e di arrivare al taglio e alla cottura perfetta per ogni pezzo di ciccia. E’ il nostro modo di rispettare l’animale: usare tutto al meglio.Nella nostra bottega, dove è sacra l’ospitalità, potete comprare manzo, maiale , pollame e agnello. Nella vostra cucina di casa, dove si mangia tutti assieme in convivio, avrete la possibilità di apprezzare, spero, tutto il nostro lavoro nella ricerca della qualità , la nostra macelleria è aderente al gruppo Confcommercio “Le Macellerie del Gusto” . Proponiamo due preparati pronto cuoci: l’Arrosto di vitello ai porcini e il Cappone con radicchio ( https://youtu.be/k5ApjsdJG30 )“ .


Miglior presentazione non poteva esser fatta, lasciando la parola ai protagonisti di questa storia.

Entrando, in punta di piedi, nella boutique della carne di Malo, ne abbiamo apprezzato la luminosità, la creatività nell'esporre le carni, il buon gusto che certamente è suggerito da una passione e da una professionalità sconfinate.

Il mestiere del macellaio, in questi anni, si è evoluto, ha preso la strada della gastronomia, ha saputo

avvicinarsi ai gusti mutati della gente, ha saputo, in fondo, coccolare tutti i sensi dei consumatori.


Così,guardando bene, non ci stupiscono le scelte di Denis : l'angolo dei vini ( del territorio e non solo) ; i suggerimenti ' altri' (sughi,paste,ecc.) che previlegiano i prodotti d'eccellenza, che non troverete negli spazi della grande distribuzione :::: e quel bene 'immateriale' che è e resta il dialogo con il cliente, quel prezioso lavoro di orientamento alimentare o di semplice 'ciacola' che , comunque, riempie i vuoti di una vita consegnata troppo spesso alla fretta e al consumismo becero.


Ebbene, tutto questo alla Macelleria da Denis è miracolo quotidiano.




Per questi motivi i giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa hanno voluto inserire la Macelleria Deganello nei percorsi del gusto del progetto L'Europa delle scienze e della cultura(Patrocinio IAI-Iniziativa Adriatico-Jonica),per indicare un esempio e una filosofia.

Grazie di esistere !


martedì 2 marzo 2021

LE ANTEPRIME DEI BAROLO 2017 DELL’AGRICOLA MARRONE TESTATE DA BORGHI D’EUROPA

 

 





Milano, 2 Marzo 2021- Sin da Grandilanghe 2020 i comunicatori  della testata giornalistica Borghi d’Europa sono rimasti affascinati dal modo di lavorare, genuino e in rispetto con la natura, dell’Agricola Marrone di La Morra (punto nevralgico del Barolo Docg), oggi condotta con capacità e passione dalle tre sorelle Denise, Valentina e Serena Marrone.

Purtroppo quest’anno per contrastare la lotta alla pandemia, Grandilanghe 2021 non si è potuta svolgere e allora la famiglia Marrone ha pensato bene di inviare alcuni campioni in anteprima delle ottime etichette prodotte a operatori del settore e winelovers.

Borghi d’Europa ha testato a tavola le anteprime del Barolo Docg  2017 Pichemej e il Barolo Docg 2017 Bussia, i vini più importanti e rappresentativi dell’Agricola Marrone, due veri gioiellini da uve Nebbiolo al 100%.

Per entrambi i Barolo l’abbinamento è stato lo stesso e decisamente azzeccato: una pasta con il famoso ragù napoletano, del tutto diverso da quello alla bolognese, visto che nella salsa di pomodoro sono state cotte delle salsicciette aromatizzate al finocchietto, le puntine e le costine di maiale, oltre a dei pezzi di spezzatino di manzo. Dunque un sugo corposo ed estremamente succulento.

L’Anteprima Barolo 2017 Pichemej ha rivelato alla vista un colore rosso rubino tenue, un bel bouquet fruttato con note che ricordano il ribes, il lampone e l’amarena e poi delle note balsamiche tendenti alla menta e una speziatura leggera (cannella), segno che  gli aromi terziari del legno non sono ancora preponderanti. Al palato il Pichemej è risultato abbastanza caldo, sapido e con un buon equilibrio. Sicuramente tenendolo da parte ancora per qualche anno le componenti morbide emergeranno assieme a delle note che ricordano più tabacco e cuoio.

Invece, l’Anteprima Barolo 2017 Bussia al calice ha svelato un colore rosso rubino con riflessi leggermente granati, al naso meno intenso e complesso del collega Pichemej, fruttato (piccoli frutti rossi), floreale e dopo un po' anche minerale e al palato abbastanza sapido e abbastanza avvolgente, anche’esso con un’ampia capacità di evoluzione.

venerdì 22 gennaio 2021

ABBINAMENTI CIBO-VINO: LA PARTE ENOTECA DELLA MACELLERIA MAGGIO

 

 




Un aspetto importante che distingue la Macelleria Maggio di Viale Monza da altre botteghe del gusto meneghine è indubbiamente il connubio vino- supercarne (la razza piemontese bovina top di gamma).

L’Italia del Gusto si è dimostrata molto interessata a questo aspetto e, durante la visita gustosa fatta presso la Macelleria Maggio, ha compreso le ragioni di questo connubio.

Il punto di partenza è semplice e assolutamente condivisibile: ogni grande carne può e deve essere accompagnata da un grande vino, specialmente per la piemontese.

Poi, la clientela abituale di Maggio, ma anche quella nuova, è molto consapevole dell’eccellente qualità dei prodotti che la storica bottega di Viale Monza offre; pertanto, con l’ausilio di un amico sommelier,  si è deciso di spingere per dare qualcosa in più al consumatore, andando ad attingere a delle ottime Cantine del panorama nazionale, come Sandro Fay, Franz Haas, Travaglini, Ratti, Antinori e Oddero, i cui vini si sposano perfettamente con i vari tagli di carne bovina piemontese.

L’Italia del Gusto promuove appieno questo connubio, che può risultare vincente in questo momento difficile di pandemia Covid-19, perché la gente non può spendere per mangiare fuori e di conseguenza mangia di più a casa.

mercoledì 18 novembre 2020

TORREFAZIONI E DINTORNI: IL CAFFE’ GUGLIELMO IN CALABRIA

 



 

 

Milano, 18 Novembre 2020- Nella visita gustosa fatta da parte di Borghi d’Europa da Sbunda, locale del gusto calabrese a Milano, dove è un must crearsi un panino gourmet attingendo a diverse prelibatezze calabresi, non poteva mancare il caffè per il dopo pasto, ed ecco Caffè Guglielmo, ottima realtà che esiste a Catanzaro dal 1943 per volere di Guglielmo Papaleo.

Oggi, in uno stabilimento posto sulla costa ionica nei pressi di Catanzaro, arrivano differenti tipologie di caffè da varie aree vocate del mondo, come Brasile e Vietnam, che vengono sapientemente lavorati coniugando innovazione ed artigianalità, per far risaltare poi il caffè nella tazzina.

Caffè Guglielmo è attivo commercialmente sia nel domestico che nel settore Horeca, proponendo sei diverse linee di caffè, macinato e in grani: 5 Stelle, Espresso Classico, Espresso Oro, Extra Bar, Caffetteria e la lattina Silver, cui si aggiungono quelle relative al Decaffeinato, al Biologico e al Caffè in Capsule.

Borghi d’Europa ha inserito Caffè Guglielmo nel suo progetto di comunicazione “Le Vie del Caffè”, dove naturalmente verranno raccontate altre realtà d’eccellenza come questa.

giovedì 16 luglio 2020

Franco Toros, la sua famiglia, i suoi vini del Collio a Borghi d'Europa.....



La rete internazionale Borghi d'Europa sviluppa il progetto 'Cormons, Terra della Sostenibilità',nel più ampio percorso de 'L'Europa delle scienze e della cultura', patrocinato dalla IAI (Iniziativa
Adriatico Jonica,Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico jonica) e da ESOF2020,Trieste Città Europea della Scienza.

Nel viaggio che giornalisti e comunicatori hanno fatto nel settore del vino, vi è stato l'incontro con
Franco Toros, viticoltore che, lasciatecelo dire con le parole di molti suoi Colleghi, rappresenta un
punto di eccellenza indiscutibile nel panorama enoico del Collio.
“ Non si tratta – commenta Renzo Lupatin, presidente di Borghi d'Europa-, di attribuire cappelli o
bicchieri o di fare le solite tirate a pagamento sulle aziende : ma di dire pane al pane e vino al vino !”
“Uomo dal temperamento schivo ama il silenzio e la compagnia della vigna, aggirandosi sempre tra i filari per prendersi costantemente cura di loro”.
Era stato il bisnonno di Franco,Edoardo, agli inizi del '900 a piantare le proprie radici a Novali,nel cuore del collio friulano : “...appena giunto in questa terra, con lungimiranza, seppe capire le sue vere potenzialità, e iniziò a lavorarla in un epoca in cui le famiglie contadine coltivavano un po' di tutto.”
L'arte del vino e della vigna gli è stata poi tramandata da papà Mario che, assieme allo zio Edoardo, imparò ad amare questi luoghi cesellando i vini con il sapere di antiche generazioni.
Il valore e l'importanza della famiglia sono un altro dei baluardi dell'azienda : “...la moglie Rosanna, cuore della famiglia (si sa che sono le donne a portare i pantaloni....); le ultime arrivate Eva, Cristina ed Erika, figlie di Franco e future cesellatrici dei suo vini; e lo zio Renato (ottimo norcino!), sempre pronto a dare una mano al fratello Franco. “

La stalla antica è stata trasformata in cantina e oggi, a ricordo di quei lontani periodi e delle fatiche degli antenati , resta un vecchio pozzo, dal quale è ancora possibile attingere acqua. Il tocco finale è stato dato da Franco, che ha voluto creare un angolo dove collocare le botticelle, per far riposare il vino al riparo dagli sbalzi della temperatura, scavandolo nel profondo delle colline di Novali.

“ Quel che mi ha colpito – commenta Bruno Sganga, giornalista eno-gastronomo, già coordinatore
delle iniziative editoriali di Luigi Veronelli-, nel corso dell'intervista multimediale presso l'Enoteca
di Cormons, è la forte determinazione e l'infinita passione di Franco per il suo lavoro : non ci sono
tentennamenti, vi è spazio solo per i vini d'eccellenza, senza se e senza ma”.

Ci sovviene il 'camminare la terra' di veronelliana memoria : “Dov'è Franco?” la risposta sarà sempre la stessa: “E' in vigna..... “

Il tempo vola e le interviste diventano un racconto nella Storia.
Oggi volevamo capire il personaggio.
Lui, ci è riuscito.A farsi capire, con autorevolezza!

Il prossimo appuntamento lo dedicheremo ai vini.
Tutto promette bene......

lunedì 6 aprile 2020

L'Antico Broilo : Prepotto per Eurovinum, il Paesaggio della Vite e del Vino



La prima settimana inizia in aprile e prevede, all'interno del Percorso Internazionale EUROVINUM, il Paesaggio della vite e del vino, la presentazione di Prepotto, terra dello Schioppettino.
I giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa hanno visitato le cantine, hanno
degustato il vino rosso che tanto piaceva a Luigi Veronelli, hanno instaurato buoni
rapporti con l'Associazione Produttori Schioppettino di Prepotto, che ha appena eletto
il nuovo Presidente, il giovane Mattia Bianchini.
E' nato così un percorso di informazione, con l'obiettivo di comunicare in contesti
'altri' i valori e la qualità di un territorio benedetto : la presentazione a Milano,Vetrina
del Gusto ; l'incontro a Prepotto di Millanta, l'iniziativa sulle tracce di Luigi Veronelli;
gli interventi ad ESOF2020 Euroscience Open Forum,Trieste Capitale europea della Scienza,
sui temi della sostenibilità ; la presenza in diversi appuntamenti internazionali che
Borghi d'Eyropa realizza nel corso del 2020.
La scelta delle aziende è stata fatta dai giornalisti, dopo un viaggio del gusto durato per oltre
due mesi.
 
La conoscenza di Massimo, dell'azienda agricola Antico Broilo è avvenuta alla antica
Trattoria Ferreghini, in quel di Dolegna del Collio.
Subito i viaggiatori del gusto hanno voluto degustare , con la cucina di carne di Roberto, lo
schioppettino di casa.
100% uve di Schioppettino, da vecchi cloni presenti in azienda, con fermentazione spontanea
con lieviti indigeni e 24 mesi in barrique- ci siega Massimo”-,L’ ANTICO BROILO ha sempre creduto sulle potenzialità di questo grandissimo rosso, lo Schioppettino, così netto è stato il tragitto che già da anni ha seguito solo la qualità. I vitigni da noi coltivati, non sono i comuni che vengono trovati ovunque ma, le tradizioni e il materiale genetico presente in azienda hanno fatto si che vengano selezionati soltanto i ceppi piu vecchi ottenendo così delle selezioni massali con caratteristiche praticamente uniche. Poche gemme per ceppo e l’equilibrato diradamento dei grappoli è il segreto della produzione di 40-50 quintali per ettaro, niente chimica in vigna come diserbo, ma puro lavoro manuale per eliminare le infestanti e garantire la piccola fauna di coesistere assieme alla pianta. La Raccolta dell’ uva viene eseguita da sapiente mani. Schioppettino di Prepotto? …beh, che dire… sarà la nuova denominazione del classico Schioppettino che se ottenuto e prodotto a Prepotto, potrà vantarsi di tale denominazione. Tutti i produttori sono ben intenzionati a portare avanti questo grande crù dando il massimo per rispettare il rigido disciplinare e garantire il rispetto delle tradizioni. Territorio, ecco, solo territorio e tanta passione nella nuova sottozona Prepotto.”
 
Un'azienda familiare, che coltiva sei ettari, seguendo una filosofia precisa.
 
" Il Vignaiolo- racconta Massimo-, è una delle figure centrali del vino contemporaneo. La sua esistenza è essenziale per assicurare al consumatore un vino che abbia un forte attaccamento al territorio. Il Vignaiolo coltiva la propria uva e quindi l'origine del suo vino è certificata dalle fatiche compiute in vigna e in cantina dal vigneron.

  • Tutto parte dalla campagna, da sempre abbiamo creduto alla produzione di un prodotto come una volta, ossia mantenedno le tradizioni di un tempo per non perdere tipicità e non buttare via i numerosi sacrifici che i nostri avi hanno tramandato in noi. Seguiamo molto la parte qualitativa della vite, rispettando i carichi di uva per ceppo. Siamo ad agricoltura ecocompatibile e biologica da sempre, agiamo nel rispetto del ecosistema usando solo rame e zolfo, ma ci stiamo preparando ad usare nuovi agenti prodotti con alghe e derivati non prodotti di sintesi.
  • Le vendemmie sono gestite solo da sapiente mani, dove noi seguiamo passo passo l’arrivo dell’uva in cantina, spiegando già in principio ai vendemmiatori le nostre esigenze qualitative. La cantina è la culla dei nostri vini dove dopo essere posti in barrique riposano per un periodo di 2 anni minimo.
Solo il tempo farà capire al consumatore le potenzialità del vino che abbiamo racchiuso nelle bottiglie rispettando le singole sfumature che le annate ci trasmettono.

La Vista
Profumo di terra, di buono, di territorio…sono questi i profumi di Prepotto.La vista e l 'olfatto è quel compromesso che, una volta entrati nella terra di Prepotto, ci aiuta ad individuare ciò che con il naso e con gli occhi ci coinvolge in questo Terroir.Prepotto è un piccolo paese immerso ed inserito nel verde dove il clima e la natura aiuta a preservare le spezie e le tipicità nel terreno, atto alla valorizzazione di questo Vitigno Storico ed Autoctono, lo Schioppettino.Dal 2008, dopo anni di duro lavoro grazie all Associazione Produttori di Schioppettino ha finalmente ottenuto per lo Stesso vitigno la denominazione di Crù o meglio Prepotto.Facendo cosi si è potuto unire la storicità del Vitigno con la bellezza e la peculiarità delle terre dove lui è nato. Pochi e piccoli produttori uniti con spirito.
L’ Olfatto
Dopo avervi accolto nel Territorio, facendovi chiudere gli occhi vi resterebbe l' Olfatto …profumi veri, genuini, di terra, spezie e profumi che cerchiamo di tramandare giorno dopo giorno e stagione dopo stagione, perche come ben sapete la bellezza di un vino è la Diversità, ogni vino ogni uva ed ogni territorio ha profumi suoi. Il nostro più bel compito è quello di preservare questi caratteri, renderli unici e tangibili, solo con passione e costanza. Tutte le nostre lavorazione sono nel rispetto del consumatore, usando bassi dosi di SO2, ottenendo così vini assai caratteristici e che esprimono tipicità senza snaturare il territorio. "